14 novembre: Giornata mondiale del diabete

Anche quest’anno, il 14 novembre ricorre la Giornata mondiale del diabete, come parte di una campagna triennale organizzata dalla IDF (International Diabetes Federation), il cui slogan si concentra ancora una volta sull’accesso alle cure. Con “accesso alle cure”, non si intendono solo le terapie farmacologiche, ma anche i nuovi dispositivi tecnologici messi a punto per i pazienti diabetici, nonché il sostegno psicologico e i corsi di formazione per adottare uno stile di vita sano, sia dal punto di vista dell’alimentazione che dell’attività fisica.

In Italia, si registrano ampie disparità nell’accesso alle cure (nel senso più ampio del termine) tra le varie regioni, che sono ormai delle vere e proprie autonomie sanitarie, ma nel complesso la situazione del nostro paese è abbastanza buona, se paragonata alla media degli altri paesi europei. Ciononostante, c’è ancora molto da fare e per questo abbiamo deciso di dare un nostro piccolo contributo di divulgazione e informazione su questa patologia dilagante, che Enzo Bonora – Presidente della SID (Società Italiana di Diabetologia) – paragona alla diffusione di un virus in quanto, secondo quanto da lui stesso affermato, è lo stile di vita malsano (principale causa della patologia) ad aver “infettato la società moderna”.

Ciò trova riscontro nei dati raccolti dall’Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, secondo cui le persone affette da diabete in Italia sono più di 3 milioni e mezzo, e l’aspetto più preoccupante di tale dato è che, dal 2000 al 2019, si è registrata una crescita del 60%, passando dal 3,8% al 5,8% della popolazione, e tale tendenza è stata rilevata anche a livello europeo. Ciò è sicuramente ascrivibile a un invecchiamento della popolazione, a cui si aggiunge uno stile di vita sempre più sedentario, che ha portato all’aumento di sovrappeso e obesità. Infine, secondo stime dell’OMS, nel 2030, il diabete rappresenterà la settima principale causa di morte nella popolazione mondiale.

Vediamo, a questo punto, in cosa consiste questa patologia così altamente diffusa.

Il diabete, o più correttamente diabete mellito, è una malattia metabolica dovuta a una ridotta attività dell’insulina (ormone prodotto dal pancreas) e, nello specifico, può essere dovuta a una ridotta disponibilità di insulina, oppure a un impedimento alla normale azione dell’insulina o, infine, a un’azione combinata dei due precedenti fattori. Attualmente, esiste una differenziazione tra i diversi tipi di diabete in:

  • diabete di tipo 1: malattia autoimmune, in quanto causata da un malfunzionamento del sistema immunitario che non riconosce le cellule pancreatiche che producono l’insulina e le distrugge;
  • diabete di tipo 2, dovuto a un deficit di secrezione dell’insulina e all’insulino-resistenza dei tessuti, ossia una loro resistenza all’azione dell’insulina;
  • diabete gestazionale, fenomeno associato alla gravidanza e, pertanto, transitorio.

La costante nei diversi tipi di diabete mellito è l’iperglicemia (ossia un’elevata concentrazione di glucosio nel sangue), che porta a diverse complicanze di natura vascolare, ma i progressi della scienza sono stati tali che i pazienti diabetici oggi possono svolgere una vita pressoché normale, e ciò è straordinario, se pensiamo che l’insulina è stata isolata per la prima volta esattamente 100 anni fa, nel 1921.

In linea generale, il Ministero della salute italiano riporta alcune linee d’indirizzo per prevenire e/o curare questa patologia, che elenchiamo brevemente a seguire:

  • svolgere regolarmente (possibilmente ogni giorno) attività fisiche aerobiche e di forza;
  • camminare per almeno 30 minuti al giorno;
  • interrompere regolarmente (ad esempio, ogni 20-30 minuti) il tempo trascorso in posizione seduta e/o reclinata;

Suggerimenti a cui si aggiungono, per chi è affetto da diabete di tipo 1, queste ulteriori indicazioni:

  • iniettare regolarmente e correttamente l’insulina;
  • seguire una dieta corretta;
  • eseguire regolarmente i controlli necessari al monitoraggio della malattia;
  • non fumare;
  • fare ogni anno la vaccinazione antinfluenzale.

In conclusione, resta solo un nodo da sciogliere: un accesso non equo e omogeneo alle migliori cure e ai migliori sistemi di monitoraggio disponibili tra le diverse regioni. Per avere un quadro completo e aggiornato della situazione attuale, è possibile iscriversi al webinar gratuito organizzato da Diabete Italia Onlus e Motore Sanità, intitolato appunto “Accesso alle cure per il diabete, se non ora quando?”, che si terrà lunedì 15 c.m., dalle 14 alle 16.30, al seguente link: https://www.motoresanita.it/eventi/accesso-alle-cure-per-il-diabete-se-non-ora-quando/

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