29 ottobre 2020: Giornata mondiale della psoriasi

Oggi, 29 ottobre, Giornata mondiale della psoriasi, abbiamo deciso di dedicare la nostra rubrica di consigli a questa patologia cronica-recidivante.

La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle, caratterizzata più comunemente da manifestazioni cutanee erimatose, localizzate in diverse aree del corpo, ma in oltre 1/3 dei pazienti si osservano alterazioni distrofiche delle unghie e, in un numero minore di soggetti, l’artropatia.

In Italia, si stima che circa il 2,8% della popolazione (con una maggiore incidenza tra gli uomini) sia affetto da questa patologia; che coinvolge, quindi, circa 1.500.000 di italiani.

Secondo il Ministero della Salute, “recenti evidenze suggeriscono come la psoriasi, da patologia a esclusivo interessamento cutaneo, si possa considerare invece malattia sistemica” multifattoriale e con predisposizione genetica. Difatti, sono diverse le patologie che possono associarsi alla psoriasi: l’artropatia, le malattie infiammatorie croniche intestinali, le patologie oculari, le malattie metaboliche e cardiovascolari e i disturbi psicologici. Riguardo a quest’ultimo punto, sottolineiamo come la sua natura cronica e inguaribile, nonché la sua particolare sintomatologia, fanno sì che le sue conseguenze sociali siano estremamente rilevanti.

La stragrande maggioranza di pazienti psoriaci, infatti, riferisce una significativa riduzione della qualità della vita proprio a causa dei sintomi specificamente cutanei e spesso ben visibili (placche rilevate, di colore rosso acceso, rivestite da squame biancastre), degli effetti secondari dei trattamenti (alcuni dei quali provocano cattivo odore e, quindi, sono causa di un forte disagio) e dei risvolti psico-sociali che può causare una malattia della pelle deturpante che, oltre a ridurre l’autostima dei soggetti interessati, ne inficia i rapporti umani sia a livello personale, che lavorativo.

Tra le cause della psoriasi possiamo includere le esperienze traumatiche o lo stress, l’insorgenza di infezioni streptococciche, l’assunzione di farmaci per il trattamento di altre patologie, quali: corticosteroidi sistemici, beta bloccanti, litio, sali d’oro e antimalarici di sintesi, che possono causarla o esacerbarla, se già in essere.

In rapporto alle diverse manifestazioni cutanee, si distinguono varie forme: a placche, guttata, pustolosa, eritrodermica, seborroica, amiantacea; mentre le zone più interessate sono: il cuoio capelluto, i gomiti, le ginocchia, la zona sacrale e la zona periombelicale.

Secondo le linee guida del Ministero della Salute, i rimedi topici più efficaci per il trattamento della psoriasi a placche sono i derivati della vitamina D e i corticosteroidi, la cui associazione risulta essere più efficace rispetto al trattamento singolo. Recentemente, sono stati messi a punto altri prodotti, tra cui il gel contenente l’associazione precostituita di calcipotriolo e betametasone dipropionato, così come si sta sperimentando l’efficacia e la sicurezza nel medio-lungo periodo dei farmaci biotecnologici.

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